Centinaia di cittadini sanclementesi dicono no alla vendita della Canonica. La Sindaca Cecchini: “Siamo pronti a fare la nostra parte per la salvaguardia dell’edificio storico nel rispetto dei ruoli istituzionali”.

“La storia della Canonica annessa all’attuale Chiesa parrocchiale di San Clemente  dice la Sindaca Mirna Cecchini – si lega strettamente a quello che è l’intero impianto architettonico ed urbanistico del Centro Storico del paese.

 

La sottoscrizione, da parte di centinaia di cittadini, di una petizione finalizzata alla sua salvaguardia, della quale sono stata fatta partecipe in qualità di Sindaca, rappresenta un valido motivo per una consapevole presa d’atto anche da parte dell’Amministrazione comunale.

 

Il valore del bene – già soggetto alla tutela del Ministero per i Beni Culturali e per esso alla tutela della Soprintendenza regionale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (con Decreto Ministeriale del 20 febbraio 2012) – va pertanto inteso sia come preservazione di un edificio con proprie peculiarità sotto il profilo della testimonianza di una fede millenaria, sia quale elemento caratterizzante la completezza del Borgo.

 

Le preoccupazioni espresse dai cittadini firmatari circa una possibile vendita, sono il segno di una comunità che non vorrebbe vedersi privare di un particolare identitario – pertinente alla Parrocchiale – attorno al quale, nel corso dei secoli, si è costruita e sviluppata molta parte della vita sociale e religiosa sanclementese.

 

L’appello, rivolto in primis alle Autorità Ecclesiastiche e – per riverbero – all’Amministrazione, credo meriti un momento di ulteriore riflessione e, se fattibile, di confronto allargato con l’obiettivo di valutare idee e soluzioni che trovino corrispondenza nel ‘sentire’ dei parrocchiani e diano, al tempo stesso, una prospettiva di futuro, in termini di mantenimento e sostentamento, al bene in quanto tale.

 

Nel pieno rispetto delle singole funzioni, all’Ente locale è in capo un’attività d’indirizzo amministrativo che tenga conto delle varie istanze e permetta l’avvio di sinergie a tutto tondo a supporto dell’interesse della collettività. Negli ultimi anni, gli esempi lo evidenziano, in contesti simili al nostro si è radicato un modello di turismo esperienziale correlato alle soste sulle antiche Vie dei Pellegrini che qui a San Clemente potrebbe essere riproposto nell’attuazione di progettualità similari; favorendo una ricaduta economica positiva e stimolando nuove opportunità occupazionali specie verso i giovani.

 

L’attenzione dell’Amministrazione verso edifici di pregio – intesi nella loro complessità di appartenenza al territorio e quali precise connotazioni della condivisione popolare – non è mai venuta meno.

 

Ed è stata di recente ribadita con il piano degli interventi previsti sull’ex Chiesa di Agello (ora di proprietà del Comune) la cui destinazione, fatta salva la custodia dell’integrità dell’edificio come importante testimonianza del culto locale – attraverso recupero/riqualificazione/consolidamento degli spazi interni ed esterni, piccoli arredi compresi – contempla una futura fruizione a contenitore enoturistico indirizzato alla valorizzazione delle eccellenze e delle tipicità e quindi, mi si passi il termine, ‘ribattezzato’ oggi La Porta dei Campi”.  

 

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